Storia dei Caratteri Biblici


Non siamo a conoscenza del tipo di scrittura e di carattere utilizzato da Mosè all'atto di mettere per iscritto i libri dell'Antico Testamento.
Molto probabile che Mosè "esperto in tutta la sapienza degli egiziani" (Esodo), possa aver scritto utilizzando la lingua egiziana e i caratteri geroglifici!
I caratteri di scrittura egiziani, avevano con il tempo perduto la qualità di ideogrammi (ad ogni segno corrispondeva un'idea), assumendo per "acrofonia" valore sillabico. L'acrofonia dell'egiziano influenzò il Proto-Canaanita/Proto-Sinaitico attorno al 1700 a.C. Le iscrizioni trovate nelle miniere di turchese di Serabit-al-Khadim al Sinai, fanno uso di meno di 30 segni, definite evidence of a consonantal alphabet rather than a syllabic system. Questo alfabeto fu il precursore del Fenicio, del Greco e del Romano. Scavi nell'antica città di Ugarit, la moderna Ras Shamra, hanno portato alla scoperta di testi scritti in un cuneiforme consonantico.
Il semitico si diversifica in: Semitico nord-occidentale, nord-orientale, sud-occidentale, sud-orientale. Il semitico nord-occidentale si suddivide a sua volta in Aramaico e Canaanita. Il Canaanita è rappresentato dall'Ugaritico, dal Fenicio e dall'Ebraico. Il semitico nord-orientale è rappresentato dall'Accadico, che è alla base del Babilonese e dell'Assiro. Il semitico sud-occidentale e sud-orientale è rappresentato dal Nord e Sud Arabo e dall'Etiopico.
I testi più antichi in nostro possesso dell'AT appartengono al ceppo linguistico canaanita, comunemente conosciuta come "ebraico". I caratteri usati nel X° sec. a.C. per scriverla, sono detti "paleoebraici":

Il testo del NT invece ci è trasmesso nel greco koinè. I caratteri normalmente usati per trascrivere il greco erano di 4 tipi:
1) Capitale un carattere dalle linee spigolose, usato per iscrizioni (epigrafi).
2) Unciale o Onciale;
3) Corsivo;
4) Minuscolo.

L'Unciale, una modificazione del "capitale", era usato per i manoscritti, ha aspetto curvo, senza interruzioni tra le parole (scriptio continua), senza accenti, spiriti e in genere segni di interpunzione. Le lettere delle parole, venivano "compresse" per aumentarne la leggibilità.
Dal IV° sec. a.C. al V° sec. d.C., questo tipo di carattere si modifica molto poco.
Nell'esempio sotto è mostrato il carattere unciale utilizzato per trascrivere il codice Sinaitico (IV° sec. d.C.):

L'adozione del latino come lingua franca, non modificò la consuetudine di scrivere in Unciale e in "scriptio continua". L'esempio che segue raffigura il tipo di carattere (Capitale Rustica) utilizzato per la produzione libraria in genere, tra il I°sec. e il VI° sec. d.C. :

Durante il I° e il II° sec. d.C., gli scribi dell'Impero Romano usavano la Maiuscola Latina Quadrata per gli scritti amministrativi e ufficiali, e la Rustica Romana per gli usi quotidiani. Il Greco era ancora la lingua ufficiale della chiesa eccetto per la chiesa nord-africana dove il latino era già usato per gli scritti ecclesiastici.
Gli scribi nord africani verso la fine del II° sec. d.C. (o forse agli inizi del III°) svilupparono un carattere che fosse leggibile e facile da scrivere come nel caso del greco.
Quando il latino divenne la lingua ufficiale della chiesa di Roma, si esitò ad utilizzare la Rustica Romana, che era stata usata sino ad allora per copiare i testi pagani, si adottò allora il Latino Unciale usato in modo particolare nel tardo III° sec. al VI° sec. d.C. (per la letteratura profana tale carattere era già usato durante il II° sec. d.C.):

A partire dal V° sec. d.C., le linee verticali di questo carattere diventano più spesse e più lunghe, mentre le linee inclinate assumono larghi punti.

Nel VI°/VII° sec. d.C., comincia a svilupparsi in Egitto un peculiare carattere di scrittura, l'Unciale coptico, di cui mostriamo diversi esempi:

Dall'VIII° sec. d.C. in avanti il carattere unciale diventa marcatamente inclinato, ovale e compresso lateralmente.
Va altresì ricordato che dal III° al IX° sec. d.C. il carattere che conobbe maggiore diffusione fu il latino "Mezzo Unciale", che univa le caratteristiche del maiuscolo Unciale e quelle del minuscolo:

Nel X°/XI° sec. d.C., i caratteri perdono l'inclinazione, ma permane la qualità pittorica "ovale". Questa forma è detta "Unciale Slavonico" (nome dovuto al fatto che venne utilizzata per trascrivere testi in Cirillico).

3) Corsivo era originariamente usato per gli scritti quotidiani: corrispondenza, ricette, note.
Le epistole raccolte nel NT erano con tutta probabilità scritte in corsivo, e in seguito trascritte in Unciale all'atto della canonizzazione.

4) Minusculo - si afferma tra il IX° e il X° sec. d.C., ed è connesso alla necessità di approntare testi in modo più veloce rispetto al passato.
Il Minuscolo entrò nell'uso sul finire dell'VIII° sec. d.C.. Il manoscritto in minuscolo più antico oggi esistente, risale all'835 d.C.

 

 

La scrittura in Minuscolo si divide a sua volta in 4 categorie:

A) Minuscolo dei Codici Vetustissimi (800-950 d.C.)
Scrittura molto regolare e accurata. Le legature (combinazioni di lettere, tese a formare un solo simbolo, ad esempio Æ) sono estremamente rare. Accenti e spiriti hanno un aspetto squadrato. La forma Unciale è accuratamente evitata. L'insulare Minuscolo, basato sul Mezzo-Unciale modificato dall'inventiva degli scrivani irlandesi, era utilizzato per scritti meno nobili, L'irlandese minuscolo e l'anglosassone minuscolo divennero conosciuti come Insulare quando vennero adottati da un capo all'altro dell'Inghilterra alla metà del 7° sec. d.C.:

Un carattere minuscolo, messo a punto in epoca carolingia e in voga dall'VIII° al XII°, fu il "Carolingio". Carlomagno, imperatore dell'Occidente, analfabeta, incaricò il monaco benedettino Alcuino di creare un carattere che fosse semplice da scrivere e da leggere. Costui modificò la "Littera Gallica", un tipo di carattere in uso nel monastero di Corbie, creando il "Carolingio Minuscolo". Tale carattere fu utilizzato per la letteratura classica, i testi religiosi e didattici. I precedenti caratteri (mezzo-unciale e Romana Rustica) vennero utilizzati invece per scrivere le lettere capitali:

B) Minuscolo dei Codici Vetusti (950-1250 d.C.)
La scrittura minuscola di questo periodo è caratterizzata dalla compresenza di una varietà di stili, spesso inclinati sulla destra. I caratteri sono spesso scritti con una singola linea piuttosto che con due linee legate assieme. I segni di accentazione sono talvolta squadrati e altra volta arrotondati. Fà capolino la forma Unciale, insieme alle legature che cominciano ad essere usate con una certa regolarità. Accanto a queste forme comincia ad affermarsi il "gotico antico", utilizzato per i manoscritti tra l'XI° e il XII° sec.:

C) Minuscolo dei Codici Recentiores (1250-1456 d.C.). Anche in questo periodo il minuscolo presenta una grande varietà di stili. I caratteri talvolta sono netti e regolari, altra volta irregolari. Dalla fine del XIV° sec., l'incontro tra arte italiana e arte nord europea aveva determinato la nascita e lo sviluppo di uno stile Gotico internazionale. Nel quarto di secolo seguente, artisti si spostarono inizialmente tra Italia e Francia, e in seguito per tutta l'Europa, diffondendo lo stile. Il gotico "Textura Quadrata" fu comunemente usato dagli scribi dal XIII° al XV° sec.:

Il 1204 d.C. (data della quarta crociata, quando i Latini conquistano Costantinopoli) segna un peggioramento della qualità scrittoria.
Unciale e minuscolo sono usati contemporanenamente per il medesimo testo. Nuove forme di legature (idiomatiche) sono usate isolatamente.
Al fine di scrivere in modo più veloce, spiriti, accenti e abbreviazioni vengono solitamente legati alle lettere a cui sono associati.

D) Minuscolo dei Codici Novelli (1456 in avanti).
La crescente richiesta di manoscritti, provvede lavoro a copisti e stampatori. Il minuscolo viene scritto in forma corsiva utilizzando una grande diversità di caratteri. Gli stampatori cercano di imitare gli scrivani, pertanto usano centinaia di caratteri differenti (circa 200 tipi diversi, per le 21 lettere dell'alfabeto).


(autore: Domenico Iannone)